Ritorno dal Messico

Posted by

Il resoconto di un viaggio si scrive quando il viaggiatore torna. Un viaggio scritto non è un’esperienza vissuta due volte, bensì la conferma del fatto che lo scrittore è l’incarnazione del fantasma del viaggiatore, un doppio che ricorda fuori del luogo, fuori di sé ed indaga nella memoria lo scopo segreto del viaggio, che non è riuscito ad individuare E per questo scrive, perché infine emerga il senso del viaggio, perché le parole rivelino cosa era andato a cercare ed in che cosa è consistita la metamorfosi. Il viaggiatore non è la stessa persona di un tempo.” – F. Solano

Ogni volta che si fanno esperienze intense e completamente nuove è certo necessario che passi un po’ di tempo per prender coscienza e poter condividere lucidamente tutto quello che si è vissuto.
A me ci sono voluti due mesi per riuscire a decifrare in parole questi 5 mesi di SVE oltreoceano che mi hanno cambiata così tanto. Ricevetti la notizia della mia partenza in Messico con l’arrivo della primavera scorsa come una ventata di gioia inaspettata. Un salto nel buio in un paese che non conoscevo, se non per qualche immagine vaga della rivoluzione zapatista e degli infiniti deserti al confine con gli Stati Uniti.

 

Le uniche informazioni che avevo all’inizio di questa avventura erano il nome dell’associazione (Vive Mexico) per cui avrei svolto il mio SVE e una griglia di mansioni ed attività da portare a termine durante la mia istanza. Ripensando a quelle prime informazioni pratiche ricevute, ricordo quanto fossero per me dei vuoti di senso da riempire e quanto riponessi delle mie aspettative tra le caselle di quell’elenco. Si menzionavano conferenze, workshop e la partecipazione a campi di volontariato internazionale di tematiche diverse con giovani da tutto il mondo a cui io e la mia compagna di SVE avremmo collaborato sia come leaders che come semplici volontarie. Una volta arrivate a Morelia nella sede dell’associazione Vive Mexico tutte le nostre mansioni future ci sono state confermate dal direttore dell’associazione con quell’aria bonaria ma assente, tipica (lo avremmo scoperto in seguito) delle figure professionali a capo di enti internazionali in Messico. Per i primi due mesi, abbiamo lavorato in gruppo con il responsabile dei volontari dell’associazione ed alcuni volontari messicani formati da noi. Con entrambi ci occupavamo della messa in pratica di workshop ludici e propedeutici per la partenza di volontari messicani, spesso alla prima esperienza di volontariato, in campi di volontariato all’estero. Anche se a volte un po’ ripetitivi, questi workshops mi hanno permesso di sviluppare una capacità di gestione dello stress dovuto al parlare in pubblico che fino a quel momento ritenevo impensabile. Inoltre, ho imparato a improvvisare professionalmente, spesso a causa di una mancanza di comunicazione ed organizzazione dei responsabili dell’associazione, trovando soluzioni nuove e creative dell’ultimo momento per  riuscire a portare a termine i compiti che ci venivano assegnati.

 

Questo modo di lavorare, che sul momento mi creava una grande ansia da prestazione ed un senso di frustrazione ed impotenza, mi ha inaspettatamente fatto crescere a livello sia personale che professionale. Sono infatti riuscita a sviluppare un senso di accettazione delle cose ed una tranquillità interiore che ora mi permette di affrontare il lavoro in maniera più costruttiva ed equilibrata. Ora non aspetto più solo risposte dagli altri ma cerco di rispondere autonomamente, facendo forza sulle mie capacità personali di cui ho sicuramente preso maggiormente coscienza grazie a questa esperienza. Mi sento molto più flessibile e comunicativa di un tempo, capace di collaborare e creare relazioni positive con persone molto diverse culturalmente da me e di trovare più facilmente punti in comune per riuscire a portare a termine obiettivi condivisi.

 

Posso dire con certezza che uno degli scopi di questa esperienza di totale sradicamento da un luogo conosciuto ed immersione in un altrove sconosciuto, è stato farmi conoscere un modo di vivere nuovo e parti di me di cui ignoravo l’esistenza, sconfinate come quelle montagne e quelle vallate che rivedrò per sempre scorrere nella mia anima.

 

Blog Post Location