La Ragazza Andata Oltre

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Io e Acela

Io e Acela


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Pisa

Pisa

Non sono una scrittrice e questa non è una storia straordinaria. È solo un articolo, la mia storia. Sono una piccola ragazza di campagna che viene da un paese piccolo, ma allo stesso tempo grande sotto l’aspetto della natura e della cultura. Il mio paese è il Nepal. La storia parla di una ragazza che ha lasciato la sua città, stato e continente, e ha deciso di viaggiare, rinunciando alle proprie comodità e guadagnandoci in esperienza. Ma il mio viaggio era di studio non di lavoro. Sono venuta da volontaria siccome penso che fare volontariato sia speranza che il mio aiuto significhi qualcosa di positivo nella vita di qualcun altro, e allo stesso tempo per sviluppare in me stessa capacità personali e professionali.
Il mio viaggio inizia il 21 Novembre 2015 giorno in cui le mie valigie furono impacchettate e stivate a bordo dell’aereo. Mi stavo trasferendo dunque da Godawary, Lalitpur, Bagmati, Nepal a Vico di Santa Fede, Genova, Liguria, Italia. Un’esperienza di viaggio molto esaltante ma anche molto lunga.

La sensazione che ebbi al mio arrivo a Genova fu incredibile. Pensai “ma è tutto vero?” “Sono veramente a Genova?” Vie, strade, palazzi, gente, ogni cosa sembrava straordinariamente diversa. E la cosa più interessante era che vivevo vicino a un porto di mare. Il primo vero giorno, arrivata in serata, Acela (la mia compagna di volontariato messicana) mi portò fuori a cena. Questa è l’Italia. Così noi mangiammo una pizza. Sulla via di casa, facemmo un rapido giro turistico partendo dalla Cattedrale di San Lorenzo, Palazzo Ducale, Piazza de Ferrari percorrendo Via Garibaldi patrimonio dell’UNESCO fino a casa . Il giorno dopo Acela mi portò a pranzo ai Giardini Luzzati. È il ristorantino dove mangiamo a mezzogiorno, gestito dall’ente per cui svolgiamo servizio di volontariato. Successivamente andai sul posto di lavoro dove incontrai i bambini. La giornata fu caotica ma speciale. E le giornate diventarono lunghe e le settimane corte. La prima settimana ero decisamente dipendente da Acela. Ma quando se ne andò a Berlino, giocoforza, dovetti iniziare a essere indipendente. Mi persi nelle strade, comprai prodotti invece che altri. Da pazzi. Però, man mano che le settimane passavano, tutto si riportò alla normalità. Viaggiai a Pisa e Camogli. Camogli più apprezzata di Pisa perché fu la mia prima esperienza marina . E alla fine del primo mese, ci fu la riunione formativa SVE a Vitorchiano, provincia di Viterbo, una settimana molto intensa in cui ebbi modo di conoscere molti aspetti dell’Italia e, a livello personale, di stringere nuove amicizie. Infine, il primo mese fu esaltante e fu “maestro” insegnandomi cose della vita, a livello personale e professionale.
Stando lontano dalla mia famiglia, ho imparato a prendermi cura di me stessa. Economia, salute e casa, queste cose mi hanno reso indipendente, sicura di me e mi hanno aiutato a crescere individualmente. Discutendo del mio lavoro e dei miei progressi, ho pensato di avere qualche esperienza di volontariato anche una volta tornata al mio paese, questa responsabilità che mi è stata data mi ha aiutato a capire e ad acquisire capacità che mi saranno utili in futuro. Ho imparato grandi cose così e spero di ripetere in futuro attraverso esperienze simili.
Così il primo mese passò “combattendo”, imparando, commettendo errori e fallendo. Ma già dal secondo mese ci fu un avanzamento. Imparai un po’ di più e faticai un poco meno. Quel mese non viaggiai da nessuna parte perchè volevo stare qui e studiare italiano. Però, andai ad una cena di Natale durante le vacanze. E guardai un sacco di film di natale in lingua inglese. In realtà non sapevo realmente cosa si celebrasse col natale, ma vissi profondamente quel giorno

Parlando un po’ della mia parte professionale, l’ente che mi ospita si chiama Il Ce. Sto con sede a Genova, Italia. In sostanza questa organizzazione si occupa di bambini e rifugiati. È un’associazione che promuove la convivenza e l’integrazione fra varie etnie, bambini o adulti, in una atmosfera di assoluto rispetto. Io lavoro con i bambini ed adolescenti dai 5 ai 17 anni.
Aspettative ! Tutti quanti mi chiedono quali fossero le mie aspettative, ho realizzato le mie aspettative? Ma in realtà io mi aspettavo tutto e niente . Perchè sapevo dall’inzio che ogni cosa sarebbe cambiata, ogni cosa sarebbe stata differente, e a volte avrebbe potuto non essere bello ma sarebbe stato comunque un anno di avventura. Così non mi sono mai aspettata nulla, ho solo voluto seguire ilflow. E oggi dopo questi mesi, mi sento felice e benedico questa opportunità.
E sull’esperienza di apprendimento, è un continuo piccolo progredire. Sto seguendo due corsi di italiano. Uno è più sulla pratica mentre l’altro teoria e pratica ma mi piacerebbe seguireancora un’altra lezione perchè non rendono molto. In realtà non so se sto facendo bene o no, ma so che c’è sempre un margine di miglioramento e sto provando a migliorare le cose come posso.

Concludendo, questa esperienza è semplicemente fantastica, più di quanto le parole possano esprimere.E mi auguro che i giorni in avvenire siano produttivi. Ho imparato a parlare con le persone, socializzare, lavorare in equipe con aspetti culturali differenti. Così mi sento di benedire questa preziosa opportunità di lavorare grazie a “European Commission in Erasmus + project”

Grazie !
Sankusha Karki
Godawary, Lalitpur, Nepal.

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