L’educazione informale al mercato

Inserito da

Per molte persone, una casa, dei soldi e un futuro promettente sono cose facili da raggiungere. Per molti genitori è ovvio mandare i propri figli a scuola e dargli tutto ciò di cui hanno bisogno per assicurargli una buona educazione. L’istruzione scolastica è indispensabile per crescere e per avere un buon lavoro.

Ma questa non è la realtà di tutti i bambini del mondo; purtroppo non a tutti sono date le stesse opportunità. In Messico, così come in altri paesi, molte famiglie non hanno le possibilità economiche per dare ai loro figli una buona educazione e così tanti bambini non vanno a scuola.

Esistono tre diversi tipi di educazione:

  •  L’educazione formale, che viene impartita all’interno di una scuola o di un’istituzione, è obbligatoria e controllata e può avvenire con diversi modi e tempi.
  •  L’educazione non formale, organizzata e impartita da istituzioni e personale qualificato attraverso tecniche speciali e non tradizionali.
  •  L’educazione informale, che riceviamo dalla famiglia e dalla comunità in cui viviamo, dai media e da altri contesti sociali.

Tutti noi sappiamo che l’educazione formale getta le basi della nostra carriera e del nostro futuro lavorativo, ma l’educazione che plasma la nostra persona fin dall’infanzia è certamente l’educazione informale.

Il Messico è un paese povero dove molte persone non hanno un lavoro e molte altre non guadagnano abbastanza per pagare l’educazione dei propri figli. A Puebla, nella città dove sto svolgendo il Servizio Volontario Europeo, alcuni lavorano al mercato cittadino. Iniziano alle 8 del mattino e finiscono alle 8 di sera. Lavorando ininterrottamente per dodici ore al giorno, come potrebbero prendersi cura dei loro figli?

LaMeche mercado-do-bolhao

Così i bambini più piccoli trascorrono le loro giornate al mercato insieme ai genitori e i più grandi li raggiungono subito dopo scuola. Per questi bambini il mercato è una vera scuola di vita. A un primo sguardo potremmo criticare la scelta dei genitori di portare i propri figli al lavoro, ma è importante domandarsi se il mercato non sia per i bambini una buona occasione di apprendimento.

Proviamo a rispondere a queste due domande:

1. È una buona o una cattiva scelta?

Da un lato sappiamo che il mercato non è un luogo sicuro e adatto ai bambini, ma dall’altro è importante che i piccoli passino del tempo con i propri genitori. Non potendo permettersi una babysitter, le alternative per queste famiglie sono due: portare i bambini con sé o lasciarli a casa da soli. Trattandosi di bambini molto piccoli (3-7 anni) che non possono provvedere da soli a se stessi, i genitori e tutta la comunità del mercato contribuiscono a creare una famiglia allargata che si prende cura di loro e li protegge.

2. Cosa si impara al mercato?

I bambini si sentono sicuri al mercato, dove trovano altri amici con cui giocare e crescere. Inoltre hanno l’occasione di incontrare molte persone, imparare nuove parole, conoscere il mondo del commercio e le sue dinamiche. Imparano a fidarsi di alcuni e a diffidare di altre e rapidamente diventano dei mercanti. Inoltre, osservando il lavoro instancabile dei loro genitori, capiscono quanto sia importante lottare nella vita per ottenere qualcosa.

Vi riporto di seguito le parole di una mamma che ha condiviso con me la sua esperienza.

  • Ci racconti da quanto tempo lavori al mercato e come sei organizzata con i tuoi figli?
  • Lavoro qui da un anno e ho un figlio di tre anni. Passando tutta la giornata al mercato e non potendo permetterci una baby sitter, non possiamo fare altro che portarlo con noi e tentare di offrirgli il meglio che possiamo. Lo amiamo molto.
  • Pensi che possa imparare qualcosa di utile per la sua vita stando qui?
  • Qui viviamo come una grande famiglia. Mio figlio impara ogni giorno cosa significa aiutare gli altri e rispettarli, impara che la vita è difficile e che bisogna lottare per ottenere ciò che si vuole. Ci sono ragazzi che al contrario, stando al mercato, imparano solo le cose peggiori e imboccano una cattiva strada, diventando criminali. Io non voglio che questo accada a mio figlio. Voglio guadagnare abbastanza per permettergli una valida educazione scolastica, ma per ora quello che posso offrirgli è il mercato come scuola di vita.

Pur non potendo paragonare il mercato a un pomeriggio a teatro, dobbiamo riconoscere gli aspetti positivi che questo luogo può offrire ai tanti bambini che qui trascorrono le loro giornate, giocando con gli amici e osservando il lavoro dei genitori. Questo mi ha fatto riflettere sull’importanza dell’educazione empirica e informale: non importa dove impari qualcosa, ciò che conta è quel che impari. Solo in questo senso possiamo riconoscere nel mercato una vera e propria palestra di vita.

Geo

Luogo Messaggio del Blog

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *