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Ecco, dopo aver camminato in tanti luoghi, incontrato persone straordinarie, vissuto nuove emozioni, dopo essermi messa in gioco e aver fatto parte del grande mistero della vita, ho imparato molte lezioni, nuovi valori e ho avuto il privilegio di entrare in contatto con una parte di umanità e del mio essere nuovi e sconosciuti. E con amore e gratitudine voglio dirvi che la mia avventura non è ancora finita.

Se potessi, rifarei di nuovo tutto questo e darei, ancora una volta, il meglio di me.

 

Attenzione: questo non sarà un testo “dolce” e, forse, nemmeno un testo ben scritto, perché la scrittura non è la mia arte. Saranno solo i miei pensieri e un breve racconto della mia esperienza.

 

Vivere a Milano è come vivere in qualsiasi altra grande città, migliaia di persone che si intersecano in una frazione di secondo, cinquecento non sanno dove andare, altri cinquecento si fermano ad ammirare e farsi selfie di fronte al Duomo, quattro corrono verso il lavoro, gli altri cento sono quelli che vivono solo per se stessi, che camminano e guardano dall’altra parte, invece di guardare solo in avanti.

 

Ma va bene così, può capitare di essere fortunati e imbattersi in uno di questi, chiacchierare un po’, immagina come potrebbe essere bello?

Ma non è così facile, non è stato facile per me. Però, da brava brasiliana, non mollo mai e imparo da tutto quello che mi capita.

 

Il mio rapporto con questa città è stato un caso di amore-odio. Potrei facilmente scrivere una lista di “100 motivi per cui Milano non è la città perfetta per me”; infatti, da quando sono arrivata, la freddezza delle persone è stata una delle cose più difficili da superare. Ho dovuto ingoiare ogni disprezzo e ogni delusione e ho pensato spesso che non sarei stata in grado di continuare.

 

“Di cosa stanno parlando? Questa non è la mia lingua, questo non è il mio paese.”

“Dov’è quel mio amico che veniva a prendermi al lavoro e si andava insieme alla pasticceria del signora Pistola – amico di mio padre, di mia padre, parente dei miei vicini – a mangiare un pastel? Oh! Il signor Pastel fa il pastel più delizioso della città e mi chiedeva sempre: come va la vita? Come stanno i tuoi fratelli? E la salute? Dobbiamo fissare un churrasco… ”

 

Queste sono le cose che più mi sono mancate del mio paese, del mio popolo. Nel primo mese, quando ho capito che non avrei trovato a Milano la stessa cura e lo stesso trattamento che ricevevo in Brasile, ho deciso di affrontare la nuova strada e godere di ciò che il viaggio mi poteva offrire. Infondo tutto è avventura e mia madre dice sempre: “Figlia , non avere troppe aspettative, credi in Dio, tieni gli occhi aperti e godi di ciò che la vita ti darà “.

 

Nonostante le difficoltà, sono sempre stata una persona molto fortunata in tutto il mio percorso, sono stata in grado di instaurare un contatto reale e spirituale con le persone, a un livello mai provato prima. È grazie a questo se oggi uso più l’italiano del portoghese. Questi rapporti mi hanno permesso di fare qualcosa di incredibile: in sette mesi ho girato più di 15 città in tutta Italia, non è una figata?

Durante il mio primo viaggio ho notato subito la differenza tra Milano e le altre città di Italia.

 

Il mio primo fine settimana in montagna vicino a Genova: era settembre, l’autunno era iniziato e qui già faceva molto freddo. Siamo andati nel bosco in ricerca di funghi e anche se non abbiamo trovato nulla, abbiamo riso e scherzato tutto il tempo, anche se io non capivo quasi nulla.

 

Poi, la Regione Lazio: Roma, Firenze, Orte e Vitorchiano, città incredibili e storiche, con una architettura senza pari, posti che ho sempre goduto in buona compagnia e che mi hanno regalato momenti indimenticabili.

 

Venezia, con i suoi canali, piazze e labirinti, la città in cui vive una delle mie amiche più care, che ho conosciuto in Brasile e poi ho avuto l’opportunità di ritrovare qua.

 

Tante altre meraviglie: Torino, Napoli, le Cinque Terre … pensare a tutte le strade che ho percorso, mi riempie l’anima di gioia.

Tutti questi viaggi sono stati frutto delle amicizie che ho fatto lungo la mia strada e la lezione “aiuta e sarai aiutato” ha ogni giorno più significato nella mia vita.

 

Soldi, contanti, denaro. Vivere con pochi sussidi in una città molto costosa, lontano dal cibo di mia mamma, dalle coccole dei genitori, ti fa imparare e gestire il denaro come un professionista.

Ad esempio, devi scegliere se mangiare qualcosa di buono un giorno, o bere la birra una sera con gli amici; ogni centesimo risparmiato vale oro.

Ti rendi conto, che non puoi avere tutto e che non vuoi davvero avere tutto. Cominci a vedere che nella vita hai bisogno di poco, che devi essere grato per quello che hai.

 

Un viaggio e un’esperienza così mi hanno fatto capire che non siamo veramente soli in questo mondo, ma che siamo tutti collegati tra noi.

 

Quando sono arrivata in Italia, stava per iniziare il grande inverno europeo, che non conoscevo, e ho pensato: “Oh, più freddo di Guarapuava non può essere, sarà tranquillo”. Ho preso un paio di cose (non sono mai stata una di quelle ragazze che hanno tantissimi vestiti di marca, mai!) sono cresciuta nella semplicità, i miei vestiti sono stati sempre vestiti usati delle cugini, zie … o cose comprate in aziende di seconda mano. E qui, ancora una volta l’universo mi ha dato qualcosa di sorprendente.

 

Quando sono stata a Torino, dove abita la mia amica Gloria, sua madre è stata invitata ad andare a casa di una signora molto ricca che era morta e aveva lasciato un appartamento pieno di vestiti. Come ha detto Gloria, era come fare shooping a gratis. Abbiamo preso giacche, maglioni, cappotti e anche delle scarpe, c’era di tutto. E non importava che non fossero della mia taglia o del mio stile? Molte persone non hanno idea di quanto quei vestiti mi abbiano ‘salvato’ e tenuto al caldo per quattro lunghi mesi invernali. Cose del genere accadono nella mia vita e mi fanno essere profondamente grata. Il pensiero dei vestiti regalati da quella signora mi riempie di gioia ogni volta che li indosso.

 

Con lo shock culturale, esperiamo vizi e virtù in modo molto più forte del solito: devi imparare a capire che il cambiamento è graduale e che “Roma non è stata costruita in un giorno.” Ecco un’altra bella cosa che ho imparato finora: quanto possono essere forti l’empatia e l’autoironia, la fiducia verso gli altri senza pregiudizi o risentimento, l’amore disinteressato e la bontà.

 

Molto del mio apprendimento è stato il risultato dei weekend con il gruppo di teatro Fandema nel centro Naga. Con il “Teatro del’oppresso”, creato da Augusto Boal, ci hanno insegnato la possibilità di essere a contatto con gli immigrati provenienti da paesi lontani, ascoltare le loro storie con tutta la fatica e il dolore nei loro occhi, ballare, cantare e permettere a tutti di essere parte di una sola danza. È stato uno dei sentimenti più belli che ho potuto provare.

 

Andare avanti è un lavoro duro, se vuoi davvero entrare in sintonia con lo spazio in cui ti trovi. La pratica dell’altruismo, della solidarietà e la conoscenza di sé si arricchisce ogni giorno nelle nostre azioni quotidiane. La cosa più importante è giocare! Il mondo è un grande gioco, se non nutri il bambino dentro di te tutto diventa scuro e difficile. Cantare, ballare, gridare, insieme o da soli, l’amore è il sentimento più piacevole e puro quando è genuino.

 

Tutto questo per dire: Milano, grazie per non essere la città perfetta, mi hai fatto capire che siamo noi i responsabili di una bella città, e non il contrario.

La felicità è questo: lasciare che la vita mostri tutto quello che ha in serbo per te.

Dopo tutto, siamo dove siamo per imparare ciò che deve essere imparato, non è vero?

 

Ti voglio bene Italia.

 

*** Osservazioni curiose di una brasiliana in Italia.

 

Quando si saluta per la prima volta una persona sconosciuta si dá solo una stretta di mano, niente baci e abbracci.

 

I baci di saluto con gli amici sono due e se inizia del lato opposto a quello brasiliano. Questo ci fa distribuire accidentalmente “baci a stampo” a tutti.

 

I bagni sono molto strani in alcuni uffici, è possibile trovare il bagno, il microonde e lavastoviglie tutti nello stesso spazio.

 

Caffè: espresso, macchiato, cappuccino, marocchino ….

 

Non mangiare al tavolo (o iniziare a mangiare prima di tutti) è quasi un peccato, non sei ben visto se prendi il tuo cibo ed vai in camera a guardare un film.

Pranzo o cena durano quasi 2 ore, c’è il primo, secondo, terzo, contorno, caffè … un’altro caffè. (E non solo la Domenica)

 

Fanno la raccolta differenziata dei rifiuti, è obbligatoria e tutte le persone la rispettano. E per raccolta differenziata si intende umido, plastica, carta, ecc, se non si fa bisogna pagare una multa. Gli italiani in generale sono molto rispettosi dell’ambiente.

 

In Italia c’è il cibo migliore del mondo.

 

I Fast food non sono molto frequentati da italiani.

 

Tutti i programmi e tutti i film sono doppiati. In italiano, naturalmente.

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